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In questa estate infuocata fare lunghi bagni al mare è più un’esigenza che un piacere, ma lo snorkeling ci offre la possibilità di trasformare il classico bagno refrigerante in una vera e propria avventura alla scoperta dei fondali marini.

Snorkeling, chi era costui?
Con il termine “snorkeling” si intende il nuoto di superficie con maschera, pinne e boccaglio, detto anche aeratore, tubo o – appunto – snorkel. Lo snorkel, solitamente realizzato in plastica e gomma o silicone, consiste in un tubo di gomma piegato a forma di “J” ed è un elemento indispensabile per l’osservazione dei fondali, in quanto ci permette di respirare anche mentre ci troviamo con la testa immersa nell’acqua. L’utilizzo dello snorkel è intuitivo, e se anche inizialmente la respirazione attraverso il tubo può richiedere un minimo adattamento, non ci vorrà molto per abituarsi. Quando ci si spinge sotto la superficie, magari per osservare più da vicino il fondale, il boccaglio si riempie d’acqua che dovremo espellere non appena tornati in superficie, ma per i più piccoli esistono boccagli dotati di valvola che impediscono l’allagamento del tubo, riducendo il rischio di “bevute” indesiderate.

Prima di iniziare

Lo snorkeling è un’attività adatta a bambini e adulti di qualunque età e non richiede una particolare preparazione, ma l’ambiente in cui si svolge richiede comunque una serie di attenzioni.
In primo luogo, dovremo rispettare le classiche regole del “bagno” ed evitare di immergerci quando non ci sentiamo in perfetta forma o prima di aver completato la digestione dell’ultimo pasto. Secondariamente, dovremo tenere conto del fatto che lo snorkeling è considerato attività subacquea e che, pertanto, dovremo segnalarci con una bandiera rossa con striscia diagonale bianca posta su un galleggiante – la classica boa segnasub – o su un eventuale mezzo nautico di appoggio ogni qual volta ci immergiamo al di fuori degli spazi espressamente riservati alla balneazione (generalmente nella stagione estiva l’area riservata alla balneazione si estende al largo per 100 metri in caso di scogliere a picco e 500 metri in caso di spiagge frequentate da bagnanti). In simili casi sarà comunque sufficiente un solo segnale per più persone, a patto che tutti si mantengano costantemente nel raggio di 50 metri dalla bandiera.

Cosa vedere

Un branco di castagnole con un sarago maggioreLe acque del Mediterraneo non sono certamente ricche di vita come quelle oceaniche o di mari “caldi” come il Mar Rosso, ma offrono spettacoli incantevoli e sanno ancora riservare sorprese. Tra le specie ittiche che potremo ammirare con più facilità nel basso fondale possiamo citare le salpe, con la loro tipica colorazione argentea striata di giallo, le varie specie di sarago (maggiore, fasciato, pizzuto e il piccolo sparaglione), i cefali e le orate. Nel corso degli ultimi 15-20 anni il sottocosta è tornato a popolarsi di piccoli esemplari di cernia bruna, molto curiosi e facili da avvicinare. Osservando attentamente le rocce del fondo, potremo facilmente incappare in piccoli esemplari di scorfano – da guardare ma non toccare, visto che i loro aculei infliggono una puntura molto dolorosa! – ed una pletora di piccoli pesci più o meno colorati quali donzelle, sciarrani e tordi. Pinneggiando lungo le pareti rocciose avremo certamente modo di osservare dei branchi di piccoli pesci dalla forma tondeggiante di colore nero: sono esemplari adulti di castagnola, una specie che nella fase giovanile presenta un colore blu elettrico dal sapore “tropicale”. Se durante la nostra escursione dovessimo notare una catasta di sassi di vari colori misti a conchiglie che si staglia sul fondale, proviamo ad aguzzare la vista: potrebbe trattarsi della tana di un polpo. Generalmente troveremo il mollusco cefalopode al centro della distesa di sassi e conchiglie quasi completamente nascosto sotto i sassi. I polpi sono animali molto intelligenti e curiosi, se ci avvicineremo con movimenti lenti avremo quasi certamente il modo di osservarlo meglio, soprattutto se abbiamo a disposizione un fazzoletto o un oggetto bianco da “sventolare” di fronte alla tana: il polpo sarà attratto dall’oggetto bianco in movimento e, dopo qualche titubanza, uscirà dalla tana per verificare meglio di cosa si tratti, offrendoci la possibilità di osservarne la colorazione e le notevoli doti mimetiche.

Un polpo si affaccia dalla sua tana

Qualche raccomandazione

Lo snorkeling è sicuro e divertente, ma, come accennato, al pari di ogni altra attività che si svolge in mare richiede l’adozione di cautele ed è sempre sconsigliabile immergersi in solitudine. In primo luogo, dovremo verificare le previsioni meteo per escludere la possibilità di rovesci o improvvisi cambiamenti dello stato del mare. Secondariamente, dovremo scegliere il punto di immersione ed il tragitto tenendo conto dello stato di forma e allenamento dei partecipanti e delle possibilità di uscire dall’acqua in caso di necessità. Ad esempio, un tragitto lungo una parete rocciosa a picco che non offre possibilità di risalire a terra va accuratamente evitato da chi non ha sufficiente esperienza e piena consapevolezza delle proprie capacità, in quanto il semplice sopraggiungere di una forte corrente contraria potrebbe creare qualche difficoltà.
Infine, se vogliamo spingerci sott’acqua e vedere il fondale più da vicino dovremo imparare a compensare la pressione idrostatica per evitare problemi ai timpani. L’ideale è frequentare un corso di snorkeling o apnea, in modo da acquisire anche le necessarie nozioni di fisiologia subacquea e prendere confidenza con le importanti modificazioni del nostro organismo durante l’immersione.

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