Grandi Navi Veloci cita Saremar per concorrenza sleale

Mercoledì 08 Febbraio 2012 

Gli aiuti di Stato hanno penalizzato con forza il comparto del trasporto marittimo, andando a incidere direttamente sull’offerta dei collegamenti e provocando delle distorsioni all’interno di questo mercato. In particolare, grazie all’impiego di risorse pubbliche, il cui peso incide direttamente sui contribuenti, la Regione Sardegna continua a sostenere l’operatività di Saremar, la cosiddetta “flotta sarda”. Le tariffe proposte da questo vettore non possono da sole essere sufficienti a coprire i costi operativi e di esercizio, e in particolare quello del carburante, il cui prezzo è più che raddoppiato negli ultimi 24 mesi.

In quest’ottica, che penalizza pesantemente gli operatori privati, Grandi Navi Veloci ha provveduto a depositare il 6 ottobre scorso un esposto alla Direzione Generale per la

Concorrenza della Commissione Europea, per presunta violazione della disciplina comunitaria in materia di aiuti di Stato, perpetrata dalla Regione Sardegna con l'adozione di un'ampia serie di misure volte a favorire la compagnia marittima regionale Saremar.

Lo scorso 11 gennaio 2012, inoltre, Grandi Navi Veloci ha presentato all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato un esposto in merito alla mancata ottemperanza degli obblighi di separazione societaria da parte di Saremar, e ha altresì depositato una causa al Tribunale Civile di Genova contro Saremar, la cui prima udienza è stata fissata nel marzo 2012.

“Ben venga la concorrenza, che è alla base di ogni mercato sano – affermano i vertici di GNV –. Le scelte adottate dalla Regione Sardegna e da Saremar, invece, sono inaccettabili in un contesto di economia di mercato. Gli aiuti pubblici che sostengono l’operatività della compagnia sarda mettono in difficoltà quanti, come noi, con professionalità, impegno e fatica, cercano ogni giorno di migliorare l’efficienza delle imprese private per reagire alle difficili condizioni dello scenario congiunturale, assicurare un servizio di qualità e, soprattutto, garantire posti di lavoro qualificati in un settore di rilevanza centrale per l’intero sistema-Paese”.